i-maggiori-pericoli
Conoscere e aiutare i ricci

I maggiori pericoli

Il giardino per il riccio è un ottimo posto per cacciare, farsi il nido e vivere.
Si stima che circa metà dei ricci vivano ormai attorno alle nostre case, essendo il loro habitat sempre più ristretto dall’espansione delle monocolture e dalla cementificazione selvaggia.

Purtroppo i ricci hanno vita difficile accanto a noi. Sebbene ci siano alcuni vantaggi per questi animali che trovano attorno alle case acqua e cibo per gatti, molti sono i pericoli che incontrano sulla loro strada.

I ricci spesso amano fare il nido sotto i bancali, le cataste di legna, i cespugli e i cumuli di fieno e foglie. Quando si mette in ‘ordine’ il giardino occorre agire con consapevolezza e cautela.

Ecco i pericoli più frequenti

– Decespugliatori e frese. I ricci amano passare il tempo sotto i cespugli e nell’erba alta dove trovano fresco e protezione dai predatori. Se non si controlla prima di tagliare e se non si procede con cautela, si rischia di ferire a morte questi animali, che di fronte ad una minaccia tendono ad appallottolarsi più che a scappare. Anche una ferita non mortale può essere estremamente pericolosa, perché può infettarsi o attirare le mosche che vi depositano le uova. Dopo poche ore, con il caldo, le uova si schiudono e le larve divorano vivo il povero riccio.

– Tombini aperti, buche, trappole. I ricci hanno una pessima vista e spesso cadono in buche, tombini, canali di scarico lasciati aperti. Se non vengono prontamente recuperati rischiano di morire di sete, di fame e di stenti. Bisogna sempre coprire i buchi con tavole di legno o grate.

– Reti delle recinzioni. Le reti delle recinzioni sono molto pericolose, soprattutto quelle a maglie medio-larghe perché i ricci ci si infilano nel tentativo di entrare in giardino e poi non riescono più a indietreggiare a causa degli aculei. Diventano così trappole mortali. Bisogna mettere la rete ad almeno 10 cm dal terreno in modo che il riccio possa passarci sotto agevolmente oppure fare dei buchi di 12x12cm alla base, ogni 2-3 metri e per ogni lato della recinzione in modo da creare dei passaggi. I ricci hanno bisogno di almeno 2-3 ettari di terreno, prati e cespugli, per trovare insetti a sufficienza.

– Spazzatura di plastica e non solo. Bisogna sempre fare attenzione a non lasciare la plastica in giro e raccogliere quella che troviamo. Sacchetti, borse, bottiglie, reti e anelli di plastica, mascherine sanitarie, con i loro anelli, possono diventare trappole mortali. Inoltre gli animali possono ingerire dei pezzi di plastica che causano blocchi intestinali o soffocamento.

– Fuochi di sterpaglie e cumuli di fieno. Bruciare i rovi è una pratica barbara (e vietata dalla legge), che causa la morte di tanti piccoli animali, che non riescono a fuggire in tempo. I falò di rami, foglie e fieno raccolti in giardino sono pericolosi perché questi mucchi di materiale sono spesso il nido dei ricci e di altri animali. Se proprio non potete farne a meno, controllate prima sotto con un rastrello, evitando di usare i forconi, e accertatevi che non vi siano animali. Conviene bruciare creando un mucchio di fianco ad una certa distanza da quello vecchio, dal quale prelevare il materiale poco alla volta. Se troviamo una cucciolata per favore lasciamo stare, rimettiamo rapidamente a posto come prima e allontaniamoci senza fare rumore per non far fuggire la mamma. Diamole il tempo (1 mese e mezzo) per allattare i cuccioli. Lasciamo alcuni cumuli in giardino come rifugio per i ricci. Invece di bruciare le foglie e il fieno possiamo utilizzarli come compost; sono un ottimo concime naturale per il giardino.

– Pesticidi, erbicidi, lumachicidi e topicidi. Evitiamo sempre l’uso di veleni in giardino perché oltre a nuocere gravemente agli animali sono pericolosissimi anche per noi. I lumachicidi sono letali per i ricci perché possono essere ingeriti direttamente o tramite le lumache di cui i ricci sono ghiotti.

– Piscine e stagni. Sia le piscine che i laghetti possono costituire un serio pericolo, soprattutto le prime perché hanno le pareti ripide che impediscono ai ricci di uscire. Dopo alcune ore muoiono affogati e sfiniti. Occorre sempre che ci sia un lato quasi orizzontale che permetta agli animali di uscire. Nelle piscine si può mettere un asse di legno a pioli in obliquo, appoggiata sul fondo da un lato e sul bordo dall’altro. Esistono anche in commercio isole galleggianti. Oppure si può coprire la piscina di notte con un telo riavvolgibile o creare una recinzione attorno. Molto importante lasciare sempre dei sottovasi d’acqua fresca in giardino, per evitare che i ricci assetati cerchino di abbeverarsi in piscina.

– Compostiere. Le compostiere spesso sono il rifugio di tanti ricci e anche fonte di cibo per loro perché piene di insetti. Facciamo attenzione quando rimescoliamo il materiale a non usare il forcone per non infilzare i ricci.

– Cani. Vi sono molti cani con forte istinto predatorio che attaccano e feriscono gravemente, spesso mortalmente, i ricci. É bene sempre fare dormire i cani in casa durante la notte o in un recinto apposito. Se sentiamo abbaiare insistentemente in un punto corriamo subito a vedere perché potrebbe esserci un riccio in balia del vostro cane. Se trovate un riccio in bocca ad un cane dovete sempre controllare entrambi e portare il riccio da un veterinario per assicurarvi che non sia ferito. Fate attenzione, che non sia una femmina con i cuccioli. Se l’animale è ferito bisogna controllare in giardino che non vi siano i piccoli in attesa del ritorno della mamma. Se ci sono piccoli, vanno recuperati e portati al Cras più vicino.

– Cibo improprio. Spesso c’è l’abitudine di lasciare pane e latte in giardino per nutrire i gatti. Mai dare il latte di mucca ai ricci perché potrebbe essere mortale. Non lo digeriscono affatto e non va bene nemmeno per i gatti. Lasciate piuttosto acqua fresca, crocchette e umido per gattini a base di pollo e/o manzo (no pesce).

Social Share