SOS-cuccioli
Conoscere e aiutare i ricci

S.O.S Cuccioli

Tra fine aprile e settembre, i piccoli ricci vengono al mondo e può capitare di incontrarli o imbattersi in un nido. Se danneggiamo inavvertitamente un nido di ricci, bisogna cercare di ricomporlo e allontanarsi, monitorandolo da distante, per vedere se la mamma è nei paraggi e se torna dai piccoli. Il pericolo, infatti, è che la mamma abbandoni la cucciolata se è stata spaventata o il nido distrutto. Se ci fosse impossibile ricomporre il nido e occorresse assolutamente spostarlo, bisognerà sistemarlo in un luogo sicuro e protetto da eventuali predatori. Sarà necessario indossare dei guanti, in modo da non lasciare traccia di odore umano che potrebbe indurre la mamma a non accettare più i cuccioli. Evitare di TOCCARE O PRENDERE IN MANO i neonati senza guanti, perché la mamma, percependo un odore umano, potrebbe abbandonarli o addirittura mangiarli

Se i cuccioli sono molto piccoli, rosa, con gli occhi chiusi e gli aculei bianchi e corti, sono ancora lattanti e quindi più a rischio. Se invece sono grossi come un mandarino, con pelo dappertutto, aculei grigi e occhi aperti, verosimilmente sono ricci già svezzati, quindi un po’ più forti e più autonomi.

Cosa significa non trovare più i cuccioli dopo alcune ore che abbiamo disturbato il nido?
Capita spesso che la mamma ritorni dai piccoli e decida di spostarli in un posto più sicuro.
La cosa importante, quando ricomponiamo un nido, è accertarsi che sia sufficientemente al sicuro da predatori e che i cuccioli non siano feriti.
Se, dopo una quindicina di ore la mamma non è tornata, occorre intervenire per salvare i piccoli.
A volte la mamma non dorme vicino ai cuccioli, ma a breve distanza specialmente quando i piccoli hanno più di 2 settimane. Ma in ogni caso di giorno deve sempre essere nei paraggi, a poca distanza dal nido.
Quando vengono abbandonati o la mamma è morta, i piccoli tendono ad uscire dal nido e sparpagliarsi in cerca di cibo e della mamma.

QUANDO È NECESSARIO INTERVENIRE?

Vanno SEMPRE recuperati i cuccioli lattanti (più piccoli di un mandarino, senza pelo, con aculei bianchi e corti) che girano in giardino o sono da soli nel nido da oltre 15-20 ore: sono un bersaglio facile per i predatori e non sono in grado di sopravvivere da soli.
Dopo 24 ore senza il latte materno, le possibilità di sopravvivenza per i cuccioli si riducono drasticamente. Dopo 48 ore i danni organici da disidratazione diventano irreversibili, per cui se troviamo dei piccoli abbandonati da più di 20 ore non bisogna esitare e portarli SUBITO ad un centro di fauna selvatica.
I cuccioli sono delicati e solo mani esperte possono aiutarli. A volte capita che muoiano per soffocamento o polmonite causata dal liquido finito nei polmoni per colpa di un maldestro tentativo di dare loro da bere (polmonite ab ingestis). NON improvvisarti infermiere veterinario, NON rischiare la loro vita.
I cuccioli svezzati, (con occhi aperti, pelo dappertutto e aculei grigi e lunghi) tendono invece ad uscire dal nido, soprattutto di notte, a seguito della mamma, per imparare a cacciare.

È buona cosa lasciare per loro crocchette per gattini ammollate in acqua e umido a base di manzo e pollo in ciotole basse, tutte le sere e controllare come crescono.
I cuccioli già svezzati vanno soccorsi se danno segni di debolezza, sono feriti e stanno fermi all’aperto o camminano in pieno giorno.
I ricci delle cucciolate tardive autunnali, che nei mesi di ottobre e novembre pesano meno di 450 grammi, vanno SEMPRE recuperati, perché sono troppo gracili per andare in letargo e superare l’inverno. – Leggi anche: Come trasportare un riccio

>> Scrivici su Messenger o chiamaci al numero 324 098 0940 (Solo emergenze in Piemonte. No Sms. No WhatsApp) li ospiteremo volentieri per tutto l’inverno, garantendo loro cibo a volontà e un ambiente caldo e confortevole.

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